Phygital Marketing

Phygital Marketing

Il phygital sta trasformando l’intero panorama del marketing tradizionale reinterpretando il rapporto brand – consumatore e offrendo a quest’ultimo esperienze che integrano mondi differenti. Phygital, termine nato negli ultimi anni e che ha iniziato a diffondersi rapidamente, definisce l’interazione tra il mondo fisico (physical) e quello digitale (digital), con lo scopo di creare un sistema ibrido. In tutti i settori le modalità di interazione con i consumatori stanno cambiando notevolmente spinte dall’avvento delle tecnologie digitali, in particolar modo il mobile, e dalla parallela trasformazione dei modelli di consumo. Il cliente è sempre in movimento e connesso ed è diventato l’indiscusso protagonista di tutti i mercati, al centro di una trasformazione che impone di estendere il punto di contatto tra azienda e cliente oltre il canale fisico, ma anche oltre la semplice creazione di store e-commerce. Si parla di agganciare tutto il mondo virtuale e gli ambienti interconnessi in rete. I prodotti e i servizi fisici, infatti, non appartengono a una realtà isolata, ma interagiscono costantemente con la nostra esperienza digitale. Parallelamente i prodotti e i servizi digitali non appartengono esclusivamente al mondo digital, ma si intersecano continuamente con il mondo reale. Il concetto fondamentale da comprendere è che la realtà non si limita più ad essere solo fisica o solo digitale. Diventa quindi essenziale riuscire a creare un intero ambiente di consumo che integri i due mondi. Ormai la trasformazione digitale è più una necessità che una scelta, e proprio in questo contesto sta emergendo il phygital, cioè quelle tecnologie che creano una convergenza tra il mondo fisico e le piattaforme digital. Queste ultime, per costruire una customer experience personalizzata e di qualità, diventano...
Influencer, blog e Neuro Tecnologie

Influencer, blog e Neuro Tecnologie

Il blog è un fenomeno che ha rapidamente conquistato l’intero web riuscendo a creare nuove dinamiche, ruoli e professioni. Ma parallelamente alla sua espansione è cresciuta con urgenza anche la necessità di riuscire ad emergere e affermarsi in un panorama ormai estremamente competitivo. Sin dalla sua prima pubblicazione avvenuta nel 1997, il blog – diario personale online utilizzato per condividere opinioni, conoscenze e idee – ha rivoluzionato il mondo del web diffondendosi in modo esponenziale. Attualmente non esistono dati affidabili sul numero di blog presenti in rete né statistiche sulle migliaia di tematiche più o meno di nicchia a cui si ispirano, ma il fenomeno ha avuto portata tale da aver ufficialmente dato vita a una nuova figura professionale: il blogger. In questo panorama libero e in continua crescita è evidente che urge comprendere la giusta strategia per riuscire ad emergere nella moltitudine della rete e diventare un blogger di successo (o influencer). Al di là del tipo di argomento scelto e dalla modalità di trattarlo, l’appeal di un blog è influenzato da diversi elementi che è necessario saper gestire con abilità. Tra le varie metodologie rivelatisi utili a valutare l’uso che un blogger fa delle risorse a sua disposizione spiccano gli studi di Neuromarketing. La prima cosa che durante la navigazione colpisce l’utente è il layout (o “tema” visuale). Il layout è il biglietto da visita di un blog e il primissimo elemento che condiziona il coinvolgimento dell’utente o l’abbandono della pagina: le immagini, l’utilizzo dei colori, i pattern e il logo sono elementi essenziali per destare l’attenzione e far proseguire la lettura degli utenti. Eye Tracker e...
Inside the Brain – EEG vs. fMRI

Inside the Brain – EEG vs. fMRI

Lo studio del cervello e delle dinamiche cognitive ha richiamato da sempre interesse e curiosità. Nel corso degli ultimi decenni le tecnologie a disposizione hanno conosciuto un rapido sviluppo fino a rappresentare oggi degli strumenti indispensabili non solo per la medicina, ma anche per il marketing con lo scopo di misurare “la salute” di spot, creatività (…e non solo…) sulla base delle risposte cerebrali di soggetti in target. Le tecnologie più conosciute sono l’EEG (o ElettroEncefaloGrafia) e la fMRI (o Risonanza Magnetica funzionale) le quali si fondano su principi fisici tra loro molto differenti. In particolare, l’ElettroEncefaloGrafia, grazie a sensori posizionati sullo scalpo, registra l’attività elettrica cerebrale di milioni di neuroni che si attivano e scambiano informazioni sulla base di differenze di potenziale elettrico. Viceversa la fMRI identifica l’attivazione delle aree cerebrali sfruttando il flusso sanguigno, le caratteristiche magnetiche dell’emoglobina ed il metabolismo di ossigeno da parte dei tessuti e si caratterizza per l’estrema precisione spaziale. In generale, possiamo semplificare descrivendo l’EEG come lo strumento capace di registrare l’attivazione elettrica cerebrale con estrema precisione temporale (nell’ordine dei millisecondi) e con una precisione spaziale dipendente dal numero di sensori che si sceglie di utilizzare, mentre la fMRI è capace di individuare l’attivazione funzionale metabolica di aree cerebrali con un’elevata risoluzione spaziale ma bassa risoluzione temporale. Le differenze tra le due metodologie si evidenziano anche nelle modalità di utilizzo, infatti mentre l’EEG si basa su piccoli sensori posizionati sullo scalpo, la fMRI prevede la presenza di un campo magnetico e quindi il posizionamento del soggetto, sdraiato, all’interno di un tubo che genera tale campo. Questo chiaramente incide anche sull’invasività, sull’ingombro fisico della...
Micro video Advertising

Micro video Advertising

Il video advertising è una strategia in forte espansione ed in continua evoluzione: il formato video sta rapidamente sostituendo la pubblicità display statica diventando una scelta sempre più popolare tra i marchi che desiderano aumentare la propria brand awareness. Le potenzialità dimostrate dal formato video e lo sviluppo della tecnologia e delle piattaforme hanno portato a una crescente diffusione dei video pubblicitari attraverso le piattaforme web emergenti e soprattutto sui social network, all’interno dei quali è possibile anche profilare un pubblico targettizzato. Nel settore pubblicitario l’aspetto fondamentale è riuscire ad attirare l’attenzione del consumatore, coinvolgerlo ed essere ricordati in un panorama altamente competitivo. Per instaurare un legame tra brand e consumatori entrano in campo diversi elementi quindi è necessario studiare le migliori strategie per creare un dialogo efficace. Il video advertising offre proprio questa opportunità dal momento che è un formato altamente coinvolgente e capace di creare un legame emotivo con il pubblico, oltre a incoraggiare la condivisione attraverso i social puntando alla viralità. Idealmente il video deve presentarsi con un frame d’anteprima attraente per richiamare l’attenzione del pubblico e spingerlo a visualizzarne il contenuto. La narrazione deve poi essere avvincente per convincere l’utente a proseguire la visione senza abbandonarla, oltre ad adattarsi all’audience che si vuole colpire. Attrazione e coinvolgimento sono quindi i pilastri su cui si fonda un’efficace video advertising, ma anche la brevità riveste un ruolo di estrema importanza. Nel corso degli ultimi due anni, i riflettori si sono concentrati sui video brevi: ne è un esempio il lancio da parte di YouTube del bumper video da 6” e il successo iniziale di piattaforme come Vine (ora non più attiva). Il formato micro video (6...

Retail Neuro Experience

Il Neuromarketing permette di indagare uno store nella sua complessità, ridefinendo i parametri di valutazione tradizionali e approfondendo l’analisi dei molteplici stimoli che concorrono a creare l’intera esperienza dell’utente. Lo store è un ambiente complesso da analizzare: i potenziali acquirenti sono esposti a centinaia di stimoli, prodotti, etichette, oltre a svariate forme di comunicazione. Per districarsi in tale complessità il cervello sviluppa alcuni meccanismi che sono innanzitutto molto rapidi, ma soprattutto molti avvengono a livello inconsapevole. Diventa quindi indispensabile indagare su cosa avviene nella mente dell’acquirente per capire come far leva sull’esperienza e sulle sue emozioni. Le ultime strumentazioni neurotecnologiche, grazie a portabilità e non invasività, permettono rilevazioni in tutto lo spazio fisico, dalla classica analisi degli scaffali negli store, alla percezione di ambienti espositivi, location o segnaletica. Gli occhiali Eye Tracker rilevano i movimenti oculari, mentre il caschetto EEG e altri Biosensori (GSR, PPG) permettono di conoscere la reazione emotiva e l’impatto che i diversi stimoli hanno sulla componente di scelta inconsapevole. Tramite Neuro Tecnologie è possibile rilevare con precisione ogni aspetto dell’esperienza dell’utente: valutazioni attentive, emotive (coinvolgimento, positività/negatività), cognitive (comprensione) e comportamentali. Le misurazioni biologiche producono risultati estremamente precisi in quanto sono in grado di ridurre e controllare ogni interferenza, eliminando i “rumori” di sottofondo. Un uteriore vantaggio nell’utilizzo delle Neuro Tecnologie è la possibilità di limitare il campione di soggetti necessario: nella ricerca neuroscentifica 50 soggetti corrispondono approssimativamente a 500 nella ricerca tradizionale (esludendo le interferenze culturali, a livello biologico gli esseri umani sono più simili). Per quanto riguarda l’analisi dell’esperienza relativa al traffico all’interno di uno store, sappiamo che la ricerca tradizionale si è sempre limitata alla rilevazione dei passaggi (people...
Neuro Awards

Neuro Awards

Le opinioni espresse dagli spettatori successivamente alla visione di un prodotto audiovisivo spiegano solo una parte della loro reale percezione: molte opinioni, infatti, nascono a un livello inconscio inaccessibile alla parte razionale. L’impatto che un prodotto audiovisivo ha sul pubblico, o su un’eventuale giuria in caso di concorso, è dato da molteplici aspetti che concorrono a crearne la percezione. Oltre a diversi elementi che il soggetto coglie attraverso la logica, ve ne sono molti che si originano a livello inconsapevole.  Nel prendere atto di questo fenomeno si è diffuso, sino ad arrivare alle produzioni hollywoodiane, lo studio delle reazioni fisiologiche degli spettatori tramite Neurotecnologie, in modo da ottenere una valutazione più approfondita dei prodotti audiovisivi. In tale panorama si inserisce la collaborazione tra Brain2Market e CC-CP (Contest Creativi & Creative Production), la nuova società specializzata in Video Crowdsourcing al servizio di brand e agenzie. Attraverso l’applicazione delle Neuro Tecnologie ai contest creativi è possibile rilevare le valutazioni neurofisiologiche con specifico focus sulla misurazione dei segnali attentivi ed emotivi. Gli spettatori selezionati, non necessariamente coincidenti con la giuria tradizionale, vengono sottoposti alla visione dei progetti in concorso (risultati aggregati e anonimi) mentre indossano occhiali EyeTracking (movimenti oculari), caschetti EEG (ElettroEncefaloGrafia) e altri biosensori (GSR, PPG). Le valutazioni neurofisiologiche non interferiscono con le valutazioni tradizionali, ma definiscono una valutazione parallela integrativa, configurabile come analisi indipendente e innovativa, o come eventuale strumento di supporto e consultazione per la giuria tradizionale. I risultati riportano i percorsi attentivi degli utenti per ogni video analizzato, con una possibile analisi sulla visibilità del brand/prodotto, analisi della regia/montaggio o qualunque fattore si desidera approfondire. Gli indicatori emozionali...
Progetto CREA

Progetto CREA

La quantità e la varietà dei contenuti pubblicitari ai quali siamo esposti è aumentata in modo esponenziale. Al contempo, è calata la soglia di attenzione delle persone, che sono sempre più critiche ed esigenti nei confronti dei Brand e delle loro comunicazioni. In questo contesto, diventa sempre più importante concentrarsi sul contenuto e sulla forma della comunicazione, sulla sua CREATIVITÀ, che è oggi probabilmente l’aspetto che fa più la differenza nel generare attenzione e nel creare engagement con il potenziale consumatore. Brain2Market e Eumetra Monterosa hanno messo a punto CREA, una soluzione efficace per la valutazione e l’ottimizzazione della CREATIVITÀ nella comunicazione, utilizzando in modo integrato il meglio delle tecniche di Neuromarketing, ricerca qualitativa ed estensiva. Be...
DEM o SPAM?

DEM o SPAM?

Anche la mente ha un filtro anti-SPAM, che rischia di bloccare le migliori campagne DEM. Il Direct E-mail Marketing (DEM) è una forma di comunicazione pubblicitaria che avviene tramite posta elettronica e, dal momento che le e-mail vengono inviate solo a utenti selezionati e geolocalizzati, è uno strumento adatto a colpire target specifici. Le campagne DEM veicolano informazioni commerciali e promozionali, anche per periodi ristrettissimi, quindi anche sotto questo aspetto si differenziano dagli altri canali di comunicazione. Le caratteristiche esposte sono il motivo per cui questo strumento si è diffuso in maniera esponenziale, infatti, a differenza delle più generiche pubblicità display (che finiscono spesso per essere oscurate dalla banner blindness) il fatto di rivolgersi direttamente a un target predefinito di utenti si è rivelato estremamente efficace. Parallelamente alla loro diffusione, però, gli utenti hanno iniziato a interpretare le DEM come SPAM (messaggi non desiderati) inficiandone quindi l’efficacia. Secondo uno studio pubblicato da Marketingsherpa (istituto di ricerca statunitense), molti destinatari delle DEM decidono di contrassegnare le e-mail ricevute come SPAM, a causa di diversi motivi. Innanzitutto la frequenza di invio: il 45,8% sostiene di ricevere troppe comunicazioni e troppo spesso. Il 31,6% degli utenti, invece, dichiara di contrassegnare le email ricevute come SPAM a causa di contenuti ritenuti irrilevanti, mentre il 10,4% perché le considera “impersonali”. Per evitare questo fenomeno è necessario rimettere gli utenti al centro dell’esperienza, esaminando meglio l’effettiva percezione delle comunicazioni a loro rivolte. Proprio in questo contesto si inseriscono le Neuro Tecnologie. Rilevando le reazioni biologiche del target di riferimento sottoposto a diverse tipologie di DEM, è possibile comprendere come superare i bias cognitivi e individuare le euristiche più efficaci per realizzare...
Neuro-Politica e Social Network

Neuro-Politica e Social Network

Nell’era della comunicazione social la politica deve applicare strategie di marketing vincenti per comunicare in rete. Ogni giorno, utilizzando i social network, ci imbattiamo in un continuo “cinguettio” di tweet e post pubblicati dai politici, che, non appena condivisi, diventano immediatamente oggetto di riferimento per gli altri media. L’utilizzo dei social media all’interno della comunicazione politica detiene diversi vantaggi rispetto alle altre forme più tradizionali di comunicazione: innanzitutto accorcia la distanza tra i cittadini e i politici, permettendo un’interazione personale altrimenti impossibile; in particolare i personaggi politici possono esprimersi in prima persona senza ricorrere a mediazioni esterne, aumentando quindi la percezione di “prossimità”. Tale aspetto viene rafforzato anche dal linguaggio utilizzato, cioè quello quotidiano – tipico dei social – che permette una comprensione universale dei messaggi e quindi un avvicinamento a tutti i cittadini. Infine, le reazioni di questi ultimi (like, condivisioni, commenti) possono essere costantemente monitorate dai media in modo da tratteggiare le posizioni favorevoli o contrarie. E’ proprio questa interazione sui social network e il relativo “ascolto della rete” che permette di rielaborare il feed back degli utenti per trarne suggerimenti sulla comunicazione futura. Ma questa è un’analisi correttiva, che può avvenire solo dopo la pubblicazione. Attraverso l’utilizzo delle Neuro Tecnologie, metodologia di ricerca già ampiamente sperimentata in diversi ambiti della comunicazione, anche politica, è possibile analizzare i post prima che vengano pubblicati, in modo da ottimizzarne l’effetto e creare un efficace “pre-ascolto della rete”....
Digital vs. Print. Ragione ed emozione.

Digital vs. Print. Ragione ed emozione.

La potenza della comunicazione digitale è oggettiva, ma è realmente più efficace rispetto a quella stampata? In un contesto sempre più digitalizzato anche il settore della comunicazione, intesa in ogni sua forma, ha costantemente abbandonato i vecchi formati cartacei in favore di DEM (Direct Email Marketing), web ad, cataloghi digitali. La continua affermazione dei device mobili ha completamente trasformato il panorama della comunicazione, e il trend degli ultimi anni aveva alimentato la previsione che il digitale, a causa delle sue peculiarità tra cui spicca la pervasività, avrebbe completamente sostituito la carta stampata. Ma il digitale, rispetto a mezzi di comunicazione più tradizionali, è realmente sempre vincente? Con la diffusione delle Neuro Tecnologie è stato possibile indagare la reale percezione del pubblico nei confronti delle due differenti forme di comunicazione. I risultati emersi palesano l’estrema differenza tra i due formati e giungono a una conclusione inaspettata: anche se i consumatori trascorrono sempre più tempo utilizzando dispositivi digitali, il mezzo cartaceo può colpire la nostra percezione in modo estremamente più potente. In dimostrazione a questa tesi sono state condotte alcune ricerche: diverse forme di comunicazione/pubblicità, proposte sia su mezzi digitali che fisici, sono state somministrate ad alcuni soggetti, le cui reazioni venivano rilevate tramite Eye Tracker e caschetto elettroencefalografico (EEG). I risultati sono eloquenti: in diversi ambiti la comunicazione cartacea ha un’influenza maggiore rispetto a quella digitale. Innanzitutto i soggetti hanno dimostrato di trascorrere una maggiore quantità di tempo a visionare il mezzo cartaceo e di ricordare meglio le informazioni in esso contenute. Inoltre, analizzando le reazioni cerebrali rilevate con il caschetto EEG, è emerso che tramite il mezzo cartaceo il...