Aesthetic-Usability Effect

Aesthetic-Usability Effect

L’estetica è un aspetto fondamentale nel design di un’interfaccia, una potenzialità che può però trasformarsi in un limite mascherando la reale (non) usabilità dello stesso.

L’aesthetic-usability effect  è una teoria confermata secondo cui gli utenti hanno la tendenza a percepire ciò che è esteticamente bello come più funzionale, anche quando è oggettivamente poco efficace. Questo perché l’estetica inconsciamente “maschera” i difetti di usabilità, che di conseguenza vengono maggiormente tollerati. Una risposta emozionale positiva a un visual design di qualità provoca quindi una sorta di “effetto alone” per cui un sito esteticamente bello può essere sopravvalutato e considerato anche ben strutturato (pur non essendolo).

Partendo da questo assunto si potrebbe dedurre che per accrescere il gradimento di un’intefaccia web sia più importante concentrarsi sull’estetica piuttosto che sulla funzionalità, ma questo sarebbe ovviamente un grave errore.
E’ evidente che le interfacce con gravi problemi di usabilità (o quando la stessa è sacrificata in virtù dell’estetica) portano gli utenti ad infastidirsi. Quando si crea una condizione di frustrazione a causa di una navigazione complessa, anche l’eventuale approvazione estetica perde di importanza e l’utente sarà istintivamente portato ad abbandonare la navigazione.

Le considerazioni esposte sono estremamente importanti per quanto riguarda le ricerche di User Experience (UX). Nella fase di valutazione di un’interfaccia web, infatti, il giudizio sull’usabilità della stessa verrà fortemente condizionato dalla sua piacevolezza estetica, non permettendo quindi di comprendere le reali problematiche in essere.

Nel corso di diverse ricerche condotte da Brain2Market su intefacce web, sia desktop che mobile, è più volte emerso questo dualismo critico. A seguito dell’esecuzione di test di usabilità, diversi soggetti hanno dichiarato di aver portato a termine i compiti loro assegnati con estrema facilità, mentre i risultati dell’Eye Tracker mostravano percorsi oculari estremamente complessi e confusi, con incremento di sforzo mentale (carico cognitivo) rilevato dal caschetto elettroencefalografico (EEG).

I giudizi positivi dei soggetti potevano essere frutto della pressione contestuale, interferenza tipica nelle ricerche tradizionali, ma anche conseguenza dell’aesthetic-usability effect. In entrambi i casi, comunque, senza l’ausilio delle Neurotecnologie non sarebbe stato possibile comprendere il reale feedback degli utenti e identificare i punti di criticità dell’interfaccia.

Le Neuro Tecnologie, rilevando i parametri fisiologici, sono quindi lo strumento più oggettivo ed affidabile per rivelare la reale esperienza degli utenti, riuscendo ad identificare e misurare ogni tipo di interferenza (incluse quelle inconsce).