DEM o SPAM?

DEM o SPAM?

Anche la mente ha un filtro anti-SPAM, che rischia di bloccare le migliori campagne DEM.

Il Direct E-mail Marketing (DEM) è una forma di comunicazione pubblicitaria che avviene tramite posta elettronica e, dal momento che le e-mail vengono inviate solo a utenti selezionati e geolocalizzati, è uno strumento adatto a colpire target specifici. Le campagne DEM veicolano informazioni commerciali e promozionali, anche per periodi ristrettissimi, quindi anche sotto questo aspetto si differenziano dagli altri canali di comunicazione. Le caratteristiche esposte sono il motivo per cui questo strumento si è diffuso in maniera esponenziale, infatti, a differenza delle più generiche pubblicità display (che finiscono spesso per essere oscurate dalla banner blindness) il fatto di rivolgersi direttamente a un target predefinito di utenti si è rivelato estremamente efficace.

Parallelamente alla loro diffusione, però, gli utenti hanno iniziato a interpretare le DEM come SPAM (messaggi non desiderati) inficiandone quindi l’efficacia.
Secondo uno studio pubblicato da Marketingsherpa (istituto di ricerca statunitense), molti destinatari delle DEM decidono di contrassegnare le e-mail ricevute come SPAM, a causa di diversi motivi. Innanzitutto la frequenza di invio: il 45,8% sostiene di ricevere troppe comunicazioni e troppo spesso. Il 31,6% degli utenti, invece, dichiara di contrassegnare le email ricevute come SPAM a causa di contenuti ritenuti irrilevanti, mentre il 10,4% perché le considera “impersonali”.
Per evitare questo fenomeno è necessario rimettere gli utenti al centro dell’esperienza, esaminando meglio l’effettiva percezione delle comunicazioni a loro rivolte.

Proprio in questo contesto si inseriscono le Neuro Tecnologie.
Rilevando le reazioni biologiche del target di riferimento sottoposto a diverse tipologie di DEM, è possibile comprendere come superare i bias cognitivi e individuare le euristiche più efficaci per realizzare messaggi in grado di colpire l’attenzione dell’utente, persuaderlo e indurlo all’azione (lettura e-mail ed eventuale click).