Non chiedere. Misura.

Non chiedere. Misura.

Per progettare un sito performante a livello di User Experience è necessario prestare attenzione a ciò che gli utenti fanno e non a quello che dicono. Le loro dichiarazioni sono infatti inaffidabili poiché si limitano ad essere congetture su quale potrebbe essere il loro comportamento futuro.

Il più grande ostacolo per una buona usability è tipicamente il predominio del design puramente estetico e appariscente. La maggior parte dei progetti sviluppati da chi preferisce la complessità alla semplicità corre infatti il rischio di provocare grosse perdite economiche a causa di design accattivanti ma difficili da usare.

Una delle conseguenze positive dell’esplosione della bolla “dot-com” è stata la forte crisi dell’estetica fine a se stessa: le interfacce eccessivamente “glamour” sono state ridimensionate e adesso le aziende prestano maggiore attenzione alle necessità dell’usabilità. Ma è necessario anche che i designer indirizzino questa attenzione nel modo corretto; in particolare più un’interfaccia supporta l’utente in semplicità d’uso ed efficacia nel portare a termine i propri obiettivi, più l’utente ne apprezzerà anche il design.

Troppo spesso gli sviluppatori basano i loro design su feedback dati dagli utenti ma ottenuti con metodi fuorvianti. Una prassi classica consiste nel mostrare alcune alternative a un gruppo di utenti chiedendo loro la versione che preferiscono. La metodologia descritta non è efficace, perché se gli utenti non provano a utilizzare l’interfaccia la loro opinione sarà basata unicamente su caratteristiche di superficie. L’unico modo per comprendere quale design performa meglio è misurare il comportamento degli utenti nel momento in cui utilizzano un’interfaccia. Ci sono diversi modi per impostare uno studio ottimale di usabilità, ma le regole base sono:

– non credere a ciò che le persone dicono di fare

– non credere a ciò che le persone dicono che faranno

– osservare ciò che effettivamente fanno le persone

Oltre a questo, quando si raccolgono opinioni bisogna sempre tenere presente che le affermazioni degli utenti sono diverse dalla realtà perché le persone raccontano solo ciò che si ricordano di aver fatto e spesso modificano le loro risposte per avvicinarle a ciò che ritengono socialmente più accettabile. Nei sondaggi la gente racconta infatti cosa farebbe in una determinata situazione o che caratteristiche preferirebbe, ma non significa che nella vita reale lo apprezzerebbe davvero. Infatti sono numerosi i casi di business falliti perché basati sulle dichiarazioni dei potenziali consumatori / utenti.

Ad esempio, se ipoteticamente i partecipanti a un sondaggio dichiarassero più propensione d’acquisto per prodotti con rappresentazioni 3D in un sito di e-commerce, questo in realtà non suggerirebbe una migliore efficacia di siti con interfacce 3D, ma solo che la parola 3D suona “di tendenza”.

In un test di Jakob Nielsen e Jonathan Levy sono state confrontate 113 interfacce progettate a supporto dello stesso compito ed è stata rilevata una correlazione di 0.44 tra la performance misurata e quella dichiarata dagli utenti.

Con un semplice sondaggio tradizionale è quindi improbabile ottenere risposte affidabili.

La metodologia di ricerca ottimale si basa senz’altro sulla misurazione del comportamento degli utenti durante l’uso di un’interfaccia, ad esempio mediante strumentazioni non invasive quali Eye Tracker, sensori biometrici e user log (click, scroll…).