Usabilità tra flat design e scheumorfismo

Usabilità tra flat design e scheumorfismo

I sistemi digitali dovrebbero utilizzare il linguaggio degli utenti, adottando parole, frasi e concetti a loro familiari ed evitando invece la terminologia tecnica ispirata dal sistema. Le interfacce che rispettano le convenzioni tipiche del mondo reale, con informazioni presentate in ordine logico e naturale, dimostrano empatia e conoscenza degli utenti. Istintivamente gli esseri umani trovano confortevole ciò che è loro familiare. Ed è per questa ragione che la “seconda euristica sull’usabilità” formulata da Jakob Nielsen è fondamentale come punto di incontro tra mondo digitale e reale. Il principio afferma che le piattaforme digitali dovrebbero parlare il linguaggio degli utenti, con parole, concetti e frasi a loro familiari. I professionisti dell’UX non dovrebbero mai dare per scontato che la loro interpretazione sia la stessa di quella degli utenti; le esperienze pregresse, i credo, le idee e i valori: tutti questi elementi contribuiscono a creare l’interpretazione di un significato, e le differenze variano da individuo a individuo. Se gli utenti non comprendono i termiti utilizzati in un sito, non solo si sentiranno ignorati e insicuri, ma saranno forzati a cercare altrove il significato di questi termini. Gli utenti dovrebbero essere sempre in grado di comprendere un significato senza doverne cercare la definizione sui motori di ricerca. Il design scheumorfico è ormai considerato superato, ma la sua logica di base – creare design che ricalcano le sembianze di un oggetto del mondo fisico – riesce a sfruttare le conoscenze pregresse degli utenti e li aiuta a familiarizzare con l’interfaccia con estrema semplicità. Ciò è possibile poiché le persone si costruiscono teorie e schemi mentali riguardo a come un sistema dovrebbe funzionare, basandosi...
Non chiedere. Misura.

Non chiedere. Misura.

Per progettare un sito performante a livello di User Experience è necessario prestare attenzione a ciò che gli utenti fanno e non a quello che dicono. Le loro dichiarazioni sono infatti inaffidabili poiché si limitano ad essere congetture su quale potrebbe essere il loro comportamento futuro. Il più grande ostacolo per una buona usability è tipicamente il predominio del design puramente estetico e appariscente. La maggior parte dei progetti sviluppati da chi preferisce la complessità alla semplicità corre infatti il rischio di provocare grosse perdite economiche a causa di design accattivanti ma difficili da usare. Una delle conseguenze positive dell’esplosione della bolla “dot-com” è stata la forte crisi dell’estetica fine a se stessa: le interfacce eccessivamente “glamour” sono state ridimensionate e adesso le aziende prestano maggiore attenzione alle necessità dell’usabilità. Ma è necessario anche che i designer indirizzino questa attenzione nel modo corretto; in particolare più un’interfaccia supporta l’utente in semplicità d’uso ed efficacia nel portare a termine i propri obiettivi, più l’utente ne apprezzerà anche il design. Troppo spesso gli sviluppatori basano i loro design su feedback dati dagli utenti ma ottenuti con metodi fuorvianti. Una prassi classica consiste nel mostrare alcune alternative a un gruppo di utenti chiedendo loro la versione che preferiscono. La metodologia descritta non è efficace, perché se gli utenti non provano a utilizzare l’interfaccia la loro opinione sarà basata unicamente su caratteristiche di superficie. L’unico modo per comprendere quale design performa meglio è misurare il comportamento degli utenti nel momento in cui utilizzano un’interfaccia. Ci sono diversi modi per impostare uno studio ottimale di usabilità, ma le regole base sono: – non credere...
A ciascuno il suo prezzo

A ciascuno il suo prezzo

Scegliere il prezzo di un prodotto è un lavoro complesso, ma grazie alle ultime ricerche sul settore stanno emergendo nuove chiavi di lettura che mettono in luce i diversi fenomeni che avvengono nella mente del consumatore. Molte delle ricerche finora effettuate sostengono che i prezzi che terminano con la dicitura “99 centesimi” (ad esempio 19.99 e simili) vengono percepiti a livello psicologico molto più distanti dalla cifra tonda (ad esempio 20) di quanto effettivamente siano. In conflitto con questa teoria troviamo invece la tesi secondo la quale i prezzi che sono visualmente più semplici sembrano anche più bassi (e quest’effetto è strettamente collegato alla quantità di numeri che compone la cifra). Inoltre, secondo alcuni esperimenti condotti, i prezzi precisi (che includono numeri dispari e decimali) possono risultare più credibili e regalano all’oggetto un maggior valore percepito. Altri studi, invece, sostengono che i consumatori “valutano” mentalmente i prezzi letti e che all’aumento di cifre e decimali (e quindi complessità) corrisponde una percezione di prezzo maggiore. È quindi preferibile un prezzo tondo che viene percepito come più basso o un prezzo preciso che implica una sensazione di valore aggiunto? La risposta non è così semplice. Gli studi più recenti concludono che il prezzo viene percepito meglio se è coerente al modo in cui i consumatori valutano l’oggetto da acquistare. I prezzi tondi, ad esempio, performano meglio quando le decisioni di acquisto sono guidate dall’emozione, mentre i prezzi in centesimi funzionano se l’acquisto viene valutato attraverso la logica. I prezzi tondi sono infatti più semplici per il cervello da elaborare (come le emozioni), mentre quelli complessi richiedono un lavoro cognitivo più intenso...
Preview frame: il video in un’immagine

Preview frame: il video in un’immagine

Il video è un formato che ha subìto un rapido sviluppo sul web. Parallelamente alla sua presenza è cresciuta la necessità che i creatori video siano in grado di far emergere il proprio prodotto tra la moltitudine di contenuti presente in rete. Sulle piattaforme social (come Youtube) e all’interno di blog, i video vengono presentati attraverso un’unica immagine, un fotogramma estrapolato dal video stesso: il preview frame o thumbnail. Questa miniatura consente agli spettatori, mentre navigano su pagine e portali, di farsi un’idea immediata dei contenuti che il video offrirà. Per i creatori di video, quindi, è essenziale saper scegliere un preview frame dalla forte capacità attrattiva e che sia in grado di indurre l’utente a visualizzare quel contenuto specifico. E’ fondamentale, inoltre, che un preview frame, dovendo rappresentare interamente il video, ne descriva accuratamente il contenuto. I parametri tecnici di un’immagine sono fattori decisivi a determinarne l’attrattività: è necessario verificare con attenzione elementi come la risoluzione (in modo che le immagini siano chiaramente leggibili) e i livelli di luminosità, tonalità e saturazione affinché le immagini risultino vivaci e accattivanti. Ma il soggetto rappresentato è senza dubbio l’elemento fondamentale per agganciare l’interesse degli utenti, perciò deve essere selezionato con attenzione. Dagli studi di Neuromarketing effettuati da Brain2Market è stato confermato che tutti i volti ben visibili catalizzano l’attenzione visiva. In particolare, sono soprattutto gli occhi dei soggetti rappresentati che attirano l’interesse e, se usati sapientemente, possono anche guidare lo sguardo degli utenti stessi. Una volta catturata l’attenzione visiva diventa poi necessario riuscire a suscitare coinvolgimento e reazioni emotive positive. In correlazione alle regole classiche di composizione fotografica, sono state...
Brain2Market per la Milano Digital Week

Brain2Market per la Milano Digital Week

In occasione della Milano Digital Week, che si svolgerà dal 15 al 18 Marzo, Brain2Market proporrà al pubblico appuntamenti dedicati per permettere a coloro che sono interessati di approfondire la conoscenza del Neuromarketing. Il calendario proposto da Brain2Market prevede due tipologie di incontro: Il workshop Neuromarketing e Neuro Tecnologie applicate che si terrà Giovedì 15 Marzo dalle 10.00 alle 17.00 (durata 1 ora, orario da concordare in base alla disponibilità) presso la sede Brain2Market, via Pietrsanta 12 – Milano. Lo studio Neuro Experience del Cittadino che si terrà Venerdì 16 Marzo dalle 10.30 alle 16.30 presso l’Ufficio Anagrafe di via Larga – Milano. Workshop Neuromarketing e Neuro Tecnologie applicate Workshop di introduzione all’utilizzo delle Neuro Tecnologie applicate al marketing per presentare un modello innovativo di ricerche di mercato e analisi di User Experience. Ogni incontro è suddiviso in tre moduli, proposti in formato executive, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti scientifici, la loro applicazione concreta e i case studies di maggior successo. Il primo modulo, La Scienza, introduce la tecnologia e gli strumenti dell’analisi Neuroscientifica. Il secondo modulo, Le Applicazioni, approfondisce i protocolli d’applicazione a vari settori commerciali e differenti fasi produttive (focus su Marketing / ADV / Communication, UX / Web Design). Il terzo modulo, I Risultati, presenta una selezione di case studies di aziende reali in cui l’analisi Neuroscientifica ha portato risultati tangibili. Neuro Experience del Cittadino Ricerca applicata per la valutazione della Customer Experience del cittadino. L’analisi verrà effettuata tramite utilizzo di Neuro Tecnologie integrate quali Eye Tracking Glasses + EEG al fine di misurare il comportamento biologico attentivo ed emotivo del cittadino durante l’esplorazione e fruizione dei...