A ciascuno il suo prezzo

A ciascuno il suo prezzo

Scegliere il prezzo di un prodotto è un lavoro complesso, ma grazie alle ultime ricerche sul settore stanno emergendo nuove chiavi di lettura che mettono in luce i diversi fenomeni che avvengono nella mente del consumatore. Molte delle ricerche finora effettuate sostengono che i prezzi che terminano con la dicitura “99 centesimi” (ad esempio 19.99 e simili) vengono percepiti a livello psicologico molto più distanti dalla cifra tonda (ad esempio 20) di quanto effettivamente siano. In conflitto con questa teoria troviamo invece la tesi secondo la quale i prezzi che sono visualmente più semplici sembrano anche più bassi (e quest’effetto è strettamente collegato alla quantità di numeri che compone la cifra). Inoltre, secondo alcuni esperimenti condotti, i prezzi precisi (che includono numeri dispari e decimali) possono risultare più credibili e regalano all’oggetto un maggior valore percepito. Altri studi, invece, sostengono che i consumatori “valutano” mentalmente i prezzi letti e che all’aumento di cifre e decimali (e quindi complessità) corrisponde una percezione di prezzo maggiore. È quindi preferibile un prezzo tondo che viene percepito come più basso o un prezzo preciso che implica una sensazione di valore aggiunto? La risposta non è così semplice. Gli studi più recenti concludono che il prezzo viene percepito meglio se è coerente al modo in cui i consumatori valutano l’oggetto da acquistare. I prezzi tondi, ad esempio, performano meglio quando le decisioni di acquisto sono guidate dall’emozione, mentre i prezzi in centesimi funzionano se l’acquisto viene valutato attraverso la logica. I prezzi tondi sono infatti più semplici per il cervello da elaborare (come le emozioni), mentre quelli complessi richiedono un lavoro cognitivo più intenso...
Preview frame: il video in un’immagine

Preview frame: il video in un’immagine

Il video è un formato che ha subìto un rapido sviluppo sul web. Parallelamente alla sua presenza è cresciuta la necessità che i creatori video siano in grado di far emergere il proprio prodotto tra la moltitudine di contenuti presente in rete. Sulle piattaforme social (come Youtube) e all’interno di blog, i video vengono presentati attraverso un’unica immagine, un fotogramma estrapolato dal video stesso: il preview frame o thumbnail. Questa miniatura consente agli spettatori, mentre navigano su pagine e portali, di farsi un’idea immediata dei contenuti che il video offrirà. Per i creatori di video, quindi, è essenziale saper scegliere un preview frame dalla forte capacità attrattiva e che sia in grado di indurre l’utente a visualizzare quel contenuto specifico. E’ fondamentale, inoltre, che un preview frame, dovendo rappresentare interamente il video, ne descriva accuratamente il contenuto. I parametri tecnici di un’immagine sono fattori decisivi a determinarne l’attrattività: è necessario verificare con attenzione elementi come la risoluzione (in modo che le immagini siano chiaramente leggibili) e i livelli di luminosità, tonalità e saturazione affinché le immagini risultino vivaci e accattivanti. Ma il soggetto rappresentato è senza dubbio l’elemento fondamentale per agganciare l’interesse degli utenti, perciò deve essere selezionato con attenzione. Dagli studi di Neuromarketing effettuati da Brain2Market è stato confermato che tutti i volti ben visibili catalizzano l’attenzione visiva. In particolare, sono soprattutto gli occhi dei soggetti rappresentati che attirano l’interesse e, se usati sapientemente, possono anche guidare lo sguardo degli utenti stessi. Una volta catturata l’attenzione visiva diventa poi necessario riuscire a suscitare coinvolgimento e reazioni emotive positive. In correlazione alle regole classiche di composizione fotografica, sono state...

Retail Neuro Experience

Il Neuromarketing permette di indagare uno store nella sua complessità, ridefinendo i parametri di valutazione tradizionali e approfondendo l’analisi dei molteplici stimoli che concorrono a creare l’intera esperienza dell’utente. Lo store è un ambiente complesso da analizzare: i potenziali acquirenti sono esposti a centinaia di stimoli, prodotti, etichette, oltre a svariate forme di comunicazione. Per districarsi in tale complessità il cervello sviluppa alcuni meccanismi che sono innanzitutto molto rapidi, ma soprattutto molti avvengono a livello inconsapevole. Diventa quindi indispensabile indagare su cosa avviene nella mente dell’acquirente per capire come far leva sull’esperienza e sulle sue emozioni. Le ultime strumentazioni neurotecnologiche, grazie a portabilità e non invasività, permettono rilevazioni in tutto lo spazio fisico, dalla classica analisi degli scaffali negli store, alla percezione di ambienti espositivi, location o segnaletica. Gli occhiali Eye Tracker rilevano i movimenti oculari, mentre il caschetto EEG e altri Biosensori (GSR, PPG) permettono di conoscere la reazione emotiva e l’impatto che i diversi stimoli hanno sulla componente di scelta inconsapevole. Tramite Neuro Tecnologie è possibile rilevare con precisione ogni aspetto dell’esperienza dell’utente: valutazioni attentive, emotive (coinvolgimento, positività/negatività), cognitive (comprensione) e comportamentali. Le misurazioni biologiche producono risultati estremamente precisi in quanto sono in grado di ridurre e controllare ogni interferenza, eliminando i “rumori” di sottofondo. Un uteriore vantaggio nell’utilizzo delle Neuro Tecnologie è la possibilità di limitare il campione di soggetti necessario: nella ricerca neuroscentifica 50 soggetti corrispondono approssimativamente a 500 nella ricerca tradizionale (esludendo le interferenze culturali, a livello biologico gli esseri umani sono più simili). Per quanto riguarda l’analisi dell’esperienza relativa al traffico all’interno di uno store, sappiamo che la ricerca tradizionale si è sempre limitata alla rilevazione dei passaggi (people...
Digital vs. Print. Ragione ed emozione.

Digital vs. Print. Ragione ed emozione.

La potenza della comunicazione digitale è oggettiva, ma è realmente più efficace rispetto a quella stampata? In un contesto sempre più digitalizzato anche il settore della comunicazione, intesa in ogni sua forma, ha costantemente abbandonato i vecchi formati cartacei in favore di DEM (Direct Email Marketing), web ad, cataloghi digitali. La continua affermazione dei device mobili ha completamente trasformato il panorama della comunicazione, e il trend degli ultimi anni aveva alimentato la previsione che il digitale, a causa delle sue peculiarità tra cui spicca la pervasività, avrebbe completamente sostituito la carta stampata. Ma il digitale, rispetto a mezzi di comunicazione più tradizionali, è realmente sempre vincente? Con la diffusione delle Neuro Tecnologie è stato possibile indagare la reale percezione del pubblico nei confronti delle due differenti forme di comunicazione. I risultati emersi palesano l’estrema differenza tra i due formati e giungono a una conclusione inaspettata: anche se i consumatori trascorrono sempre più tempo utilizzando dispositivi digitali, il mezzo cartaceo può colpire la nostra percezione in modo estremamente più potente. In dimostrazione a questa tesi sono state condotte alcune ricerche: diverse forme di comunicazione/pubblicità, proposte sia su mezzi digitali che fisici, sono state somministrate ad alcuni soggetti, le cui reazioni venivano rilevate tramite Eye Tracker e caschetto elettroencefalografico (EEG). I risultati sono eloquenti: in diversi ambiti la comunicazione cartacea ha un’influenza maggiore rispetto a quella digitale. Innanzitutto i soggetti hanno dimostrato di trascorrere una maggiore quantità di tempo a visionare il mezzo cartaceo e di ricordare meglio le informazioni in esso contenute. Inoltre, analizzando le reazioni cerebrali rilevate con il caschetto EEG, è emerso che tramite il mezzo cartaceo il...
E’ possibile “sedurre” il consumatore nell’e-commerce?

E’ possibile “sedurre” il consumatore nell’e-commerce?

Il sensory branding è una strategia di marketing che fa leva sui 5 sensi per condizionare il consumatore all’interno di un punto vendita. Ma è possibile suscitare un’esperienza simile nell’e-commerce attraverso gli strumenti che offre il web? Lo store è un punto strategico per il marketing, un luogo in cui concorrono diversi fattori per riuscire a creare bisogni consci e inconsci, soddisfatti, poi, da acquisti anche d’impulso. Pensiamo alle luci, all’arredamento, o anche al profumo diffuso nell’aria: sono elementi fondamentali per indurre il potenziale acquirente all’azione. Ma quando si tratta di shopping online, quali sono le variabili con cui siti e app possono giocare per stimolare gli acquisti? L’e-commerce è un’opportunità di vendita che generalmente fornisce all’utente maggiori informazioni e scelte per confrontare prodotti e prezzi e appaga di più i consumatori moderni che cercano comodità e rapidità. Ma nell’e-commerce è necessario anche sviluppare la capacità immaginativa del consumatore cercando di evocare al meglio le situazioni d’uso del prodotto. L’obiettivo è quello di incrementare la sua user experience e la soddisfazione che ne trae. Sappiamo che la maggior parte delle decisioni include una forte componente a livello inconscio, quindi adottare strategie di Neuro Marketing può aiutare a scegliere gli strumenti con cui stimolare l’immaginazione del consumatore, creando un’esperienza multisensoriale in grado di generare emozioni. E le piattaforme online sono il contesto ideale data la loro interattività, attraverso la quale è possibile integrare emozione, logica e istinto grazie al supporto di immagini, testi e suoni. Diventa necessario elaborare delle strategie di vendita che rispondano immediatamente alle esigenze reali degli utenti, ricordando l’importanza del primo impatto dettato da elementi di layout (colori di sfondo, disposizione prodotti, presentazione...
L’innovazione di BRAIN2MARKET in SMAU 2016

L’innovazione di BRAIN2MARKET in SMAU 2016

SMAU è l’appuntamento annuale di riferimento per chi è interessato a sviluppare il proprio business attraverso le soluzioni tecnologiche più avanzate, l’innovazione proposta da startup e laboratori di ricerca, i migliori partner e i casi di successo più significativi. Brain2Market sarà presente a SMAU 2016 nell’area espositiva della Regione Lombardia dedicata alle startup innovative. Brain2Market introduce sul mercato italiano l’applicazione delle Neuro Tecnologie alle strategie aziendali per l’ottimizzazione dei processi decisionali. Uno strumento innovativo per ricerche di mercato (Neuro Marketing), valutazioni di User Experience (Neuro UX / Neuro Design), sviluppo di applicazioni gaming e soluzioni Brain-Computer-Interface (Neuro Gaming, BCI, IoT). L’offerta di Bran2Market si rivolge ad Aziende, Gruppi editoriali, Agenzie di comunicazione, Studi di design, PA, Istituzioni, Partiti politici. Brain2Market offre l’ingresso a SMAU 2016 a chi è interessato ad approfondire la conoscenza delle Neuro Tecnologie e delle loro applicazioni, registrandosi direttamente su questa pagina.  (SMAU ricorda che la manifestazione è riservata a imprenditori, decisori aziendali, manager e dirigenti di imprese e Pubblica Amministrazione, operatori del canale ICT)  ...
Il packaging è un abito. Tagliato su misura.

Il packaging è un abito. Tagliato su misura.

Nella complessità di un punto vendita, soltanto alcuni prodotti attraggono l’attenzione del cliente superando il filtro istintivo della “attenzione selettiva”. L’attenzione selettiva è un processo naturale e istintivo nel nostro cervello: è quindi di fondamentale importanza comprendere quali elementi nel packaging fanno sì che un prodotto venga ignorato o notato a prima vista. Immagini e testo sono variabili essenziali per creare l’identità di una confezione, come la sua forma e le sue dimensioni. Se utilizzati sapientemente questi elementi possono avere effetti significativi sul consumatore, provocando risposte emozionali positive che stimolano all’acquisto. Classicamente il marketing si affida a ricerche di mercato tradizionali per indagare le abitudini e i comportamenti dei consumatori, ma i dati ricavati sono solo parzialmente utili ad individuare le soluzioni migliori affinché un prodotto attiri l’attenzione. Anche l’analisi delle vendite è un metodo indiretto e semplificato per valutare l’efficacia di un pack, ma sarà del tutto inutile a comprendere “cosa” funziona e “perché”, non isolando l’effetto di ogni variabile coinvolta nella decisione d’acquisto. Elementi grafici come colore, immagini e testo modificano profondamente l’effetto che una confezione avrà sul potenziale acquirente e comprendere quale sia il giusto equilibrio tra le varie componenti è fondamentale per soddisfare le aspettative del consumatore. E’ necessario, in particolare, tenere in considerazione che la rilevanza di ogni elemento varia in base alla tipologia di prodotto e che l’impatto sul consumatore sarà positivo se la confezione sarà in grado di veicolare valori ed emozioni coerenti con il prodotto. Per realizzare un pack d’impatto e in grado di creare desiderio nell’acquirente è sicuramente efficace ricorrere alle Neuro Tecnologie: utilizzando gli occhiali Eye Tracker e il caschetto...
Product Placement: facciamoci vedere (e ricordare)

Product Placement: facciamoci vedere (e ricordare)

La fusione tra pubblicità e prodotto audiovisivo è una tecnica promozionale utilizzata da diversi anni e con frequenza sempre maggiore. Ma è sempre funzionale a raggiungere l’obiettivo prefissato? ll product placement è una forma di pubblicità indiretta che prevede il riferimento o l’inserimento di un prodotto o un brand all’interno di una trama audiovisiva. Grazie a questa metodologia, anche se lo spettatore istintivamente cerca di evitare gli spot pubblicitari, verrà comunque raggiunto dalla comunicazione commerciale. Nonostante la sua diffusione, però, è stato dimostrato che il product placement non è sempre efficace: in molti casi infatti il prodotto o il brand non vengono ricordati (brand recall), o vengono ricordati ma con fastidio, a causa della loro invasività ed estraneità rispetto al contesto. A dispetto della continua esposizione a logo e marchi, infatti, lo spettatore è capace di identificarne e ricordarne solo un numero limitato e con maggiore probabilità quando il prodotto viene integrato nella trama assumendo un significato all’interno della narrazione. Nella valutazione della corretta strategia per rendere efficace un product placement, il Neuro Marketing fornisce un contributo fondamentale. Innanzitutto, attraverso l’Eye Tracker è possibile rilevare l’effettiva attenzione visiva dello spettatore verso il prodotto inserito e, mediante caschetto EEG, la sua reazione emotiva (in particolare, fastidio o coinvolgimento positivo). In aggiunta, è possibile anche valutare se l’inserimento del prodotto nei momenti di maggior coinvolgimento attentivo ed emozionale (sempre rilevati tramite caschetto EEG) possa provocare un aumento di memorabilità del brand inserito.    ...